Gianni Sparapan: Letture

 

Lettori
 
Sergio Carinci Guendalina Pizzo
Giuseppe Carinci Maurizia Pasotto
   

"el Paradiso"

Interpreti

 

PRIMA ANIMA Guendalina Pizzo
SECONDA ANIMA Maurizia Pasotto
TERZA ANIMA Giuseppe Carinci

 

Storia dello scrittore

Gianni Sparapan è nato a Villadose (Rovigo) nel 1944, insegnante, storico, poeta, collabora con vari giornali, tra cui il Gazzettino.

Come storico ha pubblicato "Perché i giovani sappiano", monografia sui lager, "Fascisti e collaborazionisti in Polesine", "Adria partigiana" e il dramma storico "I Pisani", sempre sulla resistenza in Polesine.

In lingua veneta ha pubblicato "E le pararia monade", "E invezhe no", "Soadhe", "Tegnerse al naturale", "Omani, cépe e scopetun", "e… co le stele inpizà in Paradiso" e "Vengo a voi fandovi sapere"

Sempre in veneto ha scritto le commedie "Le bonaneme", "El barbajozo", "La ruzantiana de Bosaro", "El paradiso". La sua ultima fatica è "L'omo nero", in collaborazione con Luigi Mardegan.

 

Trama

Lettura drammatica a più voci di prose, poesie e di un atto unico scritti da un autore veneto, Gianni Sparapan, in dialetto polesano e che formano un ideale itinerario biografico dello scrittore, dai ricordi della prima infanzia nell'immediato dopoguerra, dell'alluvione del 1951, fino alle riflessioni sui giorni nostri e all'interrogarsi su ciò che sarà alla conclusione del nostro cammino.

E' stato utilizzato del materiale proveniente in gran parte da due libri, "Il canto delle angoane" del 1988 e "E ...co le stele inpizà ...in PARADISO" del 1995, entrambi editi dall' Arcinova di Rovigo. 

La scaletta dello spettacolo inizia con un prologo,  "Le stele inpizà", e poi dà spazio ai ricordi dell'infanzia: "Nadae", "El prete", "La cresema", "El primo dì de squola", "Le bone òpare", "Le fole dei putini".

Le rimembranze di questo tempo felice terminano con il 1951, ricordato da tre poesie, "L'aluvion", "Sfolà" e "I pomari".

Arriviamo alla maturità con "La banana" e "In treno", con le sue riflessioni sul mondo e sull'uomo, "La felizità" e "el nievegare de la luna" per concludere con l'atto unico "el Paradiso".